Posts filed under 'Italy-wide news'

I quesiti referendari del 12 e 13 giugno 2011

Visto che non se ne parla molto in TV, un breve riassunto dei quattro quesiti referendari su cui gli italiani saranno chiamati ad esprimersi i prossimi 12 e 13 giugno 2011.

  1. Scheda rossa: abrogazione dell’affidamento a privati del servizio idrico
    • Vota SI chi vuole che il servizio idrico non sia gestito da privati
    • Vota NO chi non è interessato a limitare questo affidamento
  2. Scheda gialla: abrogazione delle “logiche di mercato” nel settore del servizio idrico privato
    • Vota SI chi vuole che il servizio idrico privato non sia autorizzato a trarre del profitto aumentando le tariffe dell’acqua: le tariffe dovrebbero essere calcolate solo per permettere alle imprese private il recupero dei costi
    • Vota NO chi lascerebbe alle imprese private il diritto di guadagnare e fare profitto aumentando le tariffe oltre il solo recupero dei costi
  3. Scheda grigia: abrogazione del nucleare in Italia
    • Vota SI chi vuole che in Italia non si costruiscano centrali nucleari
    • Vota NO chi non è contro la costruzione di tali centrali sul territorio italiano
  4. Scheda verde chiaro: abrogazione della legge sul legittimo impedimento
    • Vota SI chi vuole rimuovere la possibilità che il Presidente del Consiglio ed i Ministri della Repubblica hanno di non presentarsi in tribunale nei processi a loro carico
    • Vota NO chi sostiene che il Presidente del Consiglio ed i Ministri della Repubblica possano non presentarsi in tribunale nei processi a loro carico

Add comment June 3rd, 2011

Treni, maltempo e responsabilità

I macchinisti della storica rivista “ancora In Marcia!” chiedono “scusa, a nome di tutti i ferrovieri, alle migliaia di pendolari e viaggiatori per i disagi e i disservizi subiti in questi giorni per gli enormi problemi che hanno travolto le ferrovie italiane”. Ma soprattutto – scrivono in una lettera aperta ai viaggiatori – esprimono “imbarazzo per l’atteggiamento poco rispettoso, al limite dell’offensivo, tenuto dai vertici aziendali“.

Secondo i macchinisti, la causa principale dei disservizi non è addebitabile, se non in minima parte, all’emergenza maltempo, quanto a scelte tecniche e gestionali errate, oltre che alla scarsa considerazione per gli utenti. Il gruppo Fs – prosegue la lettera – “è pieno di amministratori delegati, manager e dirigenti, che hanno rinunciato al loro ruolo di iniziativa e controllo e scelto di obbedire sempre, in silenzio, anche di fronte a scelte oggettivamente sbagliate e dannose“.

E concludono: Mauro Moretti, “invece di chiedere scusa e prendere adeguati provvedimenti, non escludendo neanche le proprie dimissioni, ha attaccato tutti, viaggiatori, giornali, macchinisti, fino ad arrivare alla inverosimile richiesta di dotarsi di coperte e panini!”. I macchinisti auspicano che “lo Stato riprenda le redini di questo importante servizio pubblico facendolo funzionare nell’interesse della collettività e non di creative scelte di mercato”.

Fonte: http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/maltempo-2/maltempo-riepilogo-23-12/maltempo-riepilogo-23-12.html

Add comment December 23rd, 2009

La protesta dei fannulloni (o come il numero di manifestanti traboccò Piazza Castello)

Gli studenti degli atenei italiani che hanno protestato nei giorni scorsi contro il decreto legge Gelmini sono stati tacciati come fannulloni dal Presidente del Consiglio. Questa mattina, nelle piazze e nelle strade di tutta Italia, studenti e lavoratori hanno unito le proprie forze e manifestato all’Italia il disagio per una manovra che rende il futuro dell’università molto più grigio di quello presente.

Non mi dilungherò sui contenuti del decreto, il cui ampio respiro dovrebbe esservi già noto (in caso opposto informatevi spegnendo la TV e facendo riferimento al più vicino studente universitario). Piuttosto, riporterò le impressioni e le foto che ho scattato alla manifestazione di Torino di oggi, giovedì 30 ottobre 2008. Che la partecipazione non sfumi e la memoria non ci abbandoni.

Il corteo del Politecnico sarebbe dovuto partire alle 8,30, ma con ogni probabilità gli organizzatori sono stati di manica larga, per tenere conto degli inevitabili ritardi di concentramento e di spostamento. Alla fine, il corteo è partito alle 9,30, per intenderci. 😉 Già davanti al Poli si indovinava che la giornata sarebbe andata per il meglio: la quantità di persone ferme davanti all’ingresso, in attesa di partire, era totalmente spropositata per la tipica propensione politecnica alla staticità. Per intenderci, quando la testa del corteo, percorrendo Corso Vinzaglio, ha raggiunto Via Cernaia, gli agenti che chiudevano il corteo erano ancora all’altezza di Corso Matteotti. E su Via Cernaia lo spettacolo era questo:

Via Cernaia

Decisamente un ottimo colpo d’occhio. Se a questo aggiungiamo gli altri cortei che già stazionavano in Piazza Arbarello

Piazza Arbarello

o che erano già su Via Micca, i numeri si fanno decisamente grandi (la stampa parlerà di decine di migliaia di manifestanti). Il corteo si è diretto verso Piazza Castello e qui (stupore degli stupori), facendo due rapidi conti, si è notato che la piazza non sarebbe stata abbastanza grande per accogliere tutti. Dunque la manifestazione ha proseguito tra i portici di Via Po, regalando questo spettacolo ai presenti:

Imbocco di Via Po

Terminazione di Via Po

Poteva la pur capiente Piazza Vittorio Veneto (e l’ora di pranzo…) fermare l’animosità dei più? Certamente no. E dunque dei gruppi spontanei si sono mossi verso Corso Casale, o verso la stazione ferroviaria di Porta Nuova, dove sembra che per qualche ora i manifestanti abbiano bloccato alcuni binari per protesta. Alla fine, comunque, lo spettacolo era questo:

Piazza Vittorio Veneto

E mentre il corteo del Politecnico aveva già da tempo terminato la sua marcia, altri gruppi raggiungevano la piazza:

Piazza Vittorio Veneto

Dopo questa imponente manifestazione, cosa rimane? Sicuramente l’impatto nella mia mente: spero sia altrettanto per gli altri studenti e lavoratori che sono stati coinvolti più o meno direttamente. Ma, soprattutto, nella mente dei numerosissimi cittadini che hanno visto sfilare noi e gli altri manifestanti nelle altre città.

Un’amica mi diceva (cito) che “ci vorrebbe almeno una settimana di sciopero intenso e anche qualche scontro tra polizia e studenti, senza che si faccia male nessuno, ma che mobiliti l’opinione pubblica e faccia scandalo anche all’estero”. Non sono d’accordo. Non abbiamo bisogno di martiri (si vedano le parole di Cossiga di una settimana fa) sui quali il governo possa far presa di fronte all’opinione pubblica. Se gli studenti ed i lavoratori di tutta Italia avessero la possibilità di fare una visita collettiva a Roma, riempire le due camere del Parlamento e chiedere spiegazioni immediate al governo, forse la situazione cambierebbe: ma, dato che una tale mobilitazione richiederebbe una organizzazione ed uno sforzo titanici, meglio evitare di fare le cose a metà. Meglio lavorare giorno per giorno, seguendo le due parole chiave a me tanto care (sempre le stesse): partecipazione e memoria. Noi stessi dobbiamo continuare a mantenere ricordo di quello che sta accadendo e dobbiamo impegnarci in ogni istante affinché tutti quelli che conosciamo (ma anche gli altri) facciano lo stesso. In modo che alle prossime elezioni non ci siano scuse, non ci si possa nascondere dietro le guerre partitiche e lasciar correre tutto ciò che è successo (magari anche prima delle prossime elezioni, ma l’arroganza di certi governi, tra cui questo, fa sì che solo un fortissimo tremore nella loro base, forse, potrebbe convincerli a rivedere qualcosa delle loro decisioni).
Perché, ammettiamolo, certi esponenti politici attualmente al governo hanno una certa abilità di fare le cose, che va loro riconosciuta anche se viene usata per scopi assolutamente malsani. Fanno le loro riforme nel clamore, scombussolano tutto in poco tempo e poi lasciano che la voce sedimenti, lasciando che la gente si stufi di impegnarsi e dimentichi quello che è successo e torni alle proprie vite di tutti i giorni.
(Un esempio su tutti: il Lodo Alfano)

Concedetemi una nota di colore:

Il laplaciano dell'università

Questo manifestante era dichiaratamente un ingegnere del Politecnico… diciamo che il suo piccolo cartello ha a che vedere con questo 😉

Per concludere, la maggior parte delle foto che ho scattato sono adesso su Facebook al seguente indirizzo: http://www.facebook.com/album.php?aid=37583&l=ab192&id=630464268 (anche se ognuna delle foto precedenti è in realtà un link a quella a dimensione intera)

E se il Poli manifesta, l’avete fatta grossa.

3 comments October 31st, 2008

Bruno Longhi becomes a teacher

Guess what caught my attention while I was checking my mail (the one that burns, not the electronic one) in the hall of my apartment? This simple but ultimately funny advertisement was attached to the wall:

BrunoLonghi

For those who can’t read Italian, or that don’t know who Bruno Longhi is: as mentioned on this page of the Italian Wikipedia, he is a TV journalist that often writes articles about the italian soccer championship. The ad promotes a self-defined course about sport journalism on TV and Bruno Longhi is its main referer.

Obviously, everyone (at least, everyone that dares to admit it) knows that he could not even be able to teach in a course: figure yourself if he can be the “didactic supervisor” (more or less, the translation for the italian “direttore didattico“) of this organization!

In the end, this is my first post in the Italian category of this blog 😉

Add comment January 23rd, 2007


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