Posts filed under 'Italian'

Quintessenza di polvere

Leggere in viaggio, o viaggiare per leggere?

Io da qualche tempo, ma non so come, ho smarrito tutta l’allegria, abbandonato ogni occupazione; mi sono così appesantito d’umore che persino la bella architettura della terra mi sembra una sterile forma. E anche l’eccelso baldacchino del cielo, questo firmamento stupendo, questo tetto maestoso solcato da fuochi d’oro, debbo dirvelo? non mi pare nient’altro che un pestilenziale ammasso di vapori. Che opera d’arte è l’uomo! Com’è nobile in virtù della ragione! Quali infinite facoltà possiede! Com’è pronto e ammirevole nella forma e nel movimento! Come somiglia a un angelo, per le azioni, e a un dio per la facoltà di discernere! È la bellezza del mondo e il paragone degli animali! Eppure per me non è che quintessenza di polvere. L’uomo non mi attrae…

l’Amleto di Shakespeare, attraverso Istruzioni per rendersi infelici, di Paul Watzlawick

Add comment March 24th, 2010

Sì, viaggiare (Istruzioni per rendersi infelici)

Continua la meditata lettura.

Traendo liberamente spunto da [Alfred] Atler, si può dire che le regole di questo gioco con il futuro sono all’incirca le seguenti: arrivare, che letteralmente e metaforicamente significa raggiungere una meta, vale come importante criterio di misura per il successo, il potere, l’approvazione e il rispetto per se stesso. Viceversa, l’insuccesso o l’indolente tirare avanti sono un segno di stupidità, pigrizia, irresponsabilità o viltà. Ma la strada del successo è faticosa, sia perché è necessario applicarsi molto, sia perché anche sforzandosi intensamente si può fallire. Piuttosto che impegnarsi in una “politica dei piccoli passi”, perseguendo scopi ragionevoli e raggiungibili, conviene scegliersi una meta straordinariamente elevata.
Ai miei lettori dovrebbero risultarne evidenti i vantaggi. L’aspirazione faustiana, la ricerca del Fiore Azzurro, l’ascetica rinuncia alle più basse soddisfazioni della vita godono di un grande prestigio sociale e fanno battere più forte i cuori di madre. Ma, soprattutto, se la meta è molto lontana anche il più sciocco capisce che la strada è lunga e difficile, e che i preparativi di viaggio sono complessi e richiedono molto tempo. Nessuno oserebbe rimproverare che non ci si è ancora messi in viaggio, e tantomeno arrischierebbe una critica nel caso in cui, una volta partiti, si perdesse la strada e si girasse in tondo, oppure si facessero lunghe soste. Al contrario, esistono eroici esempi di smarrimento nel labirinto e di fallimento in imprese sovrumane, al cui fulgore si riluce un po’.
Ma questo non è tutto. Come già sottintendono le citazioni iniziali [omesse], raggiungere le mete anche più elevate comporta un ulteriore pericolo: il “doposbornia”. L’esperto in infelicità conosce bene questo pericolo, non importa se consciamente o inconsciamente. Lo scopo non ancora raggiunto – così sembra volere il creatore del nostro mondo – è più desiderabile, romantico e luminoso di quanto possa esserlo quello a cui si è già arrivati. Non dobbiamo farci illusioni. L’incanto della luna di miele finisce prima di quanto si creda: all’arrivo nella lontana ed esotica città, il tassista cerca di imbrogliarci; sostenuta con successo una prova decisiva, sopravvengono nuove complicazioni e inattese responsabilità; e, come è noto, anche per la serenità della vecchiaia dopo il pensionamento le cose non vanno diversamente.

da Istruzioni per rendersi infelici, di Paul Watzlawick

Add comment March 2nd, 2010

Troppo tardi (Istruzioni per rendersi infelici)

Un libricino che parte già in modo scoppiettante.

Nei rari casi in cui, senza il nostro intervento, il libero corso delle cose ci ricompensa del trauma subito o del rifiuto del passato, e ciò che desideriamo ci cade gratuitamente tra le braccia, la persona esperta non si perde d’animo. La formula “Ora è troppo tardi, ora non lo voglio più” le permette di starsene inaccessibile nelle isolate stanze della sua indignazione e di impedire che le ferite infertele dal passato giungano a guarigione con delle zelanti leccate.

da Istruzioni per rendersi infelici, di Paul Watzlawick

2 comments February 21st, 2010

Il dubbio, round 1 (Fisica e Filosofia, Heisenberg)

Ho già avuto modo di parlare del libro che sto per introdurre: in particolare, circa la definizione quantistica di presente e l’apertura mentale che lo scienziato dovrebbe avere.

Fisica e filosofia
Fisica e filosofia, di Werner Heisenberg.

Mi sono imbattuto per la prima volta in una copia di questo libro nella stanza di un aspirante fisico (124!); furono i colori della copertina a colpire la mia attenzione – il titolo era rivolto nell’altra direzione e pertanto non facilmente parsabile. La curiosità mi spinse ad osservarlo meglio, coglierne il potenziale interesse e chiederne un parere al mio allora consorte. Parere positivo, diritto nella wishlist (mentale)! Salvo, poi, essere preso dai vortici della tesi e dimenticarmene. Argh! Svariati mesi e chilometri dopo, la medesima copertina ebbe l’ardore di farsi strada tra altri volumi mentre ero a caccia d’altro; ma allora la cassa era dietro l’angolo e l’occasione non mi sfuggì.

Ora, al libro. Heisenberg, già nel ’61, si proponeva di descrivere i radicali cambiamenti che la fisica stava subendo ed il loro impatto sul modo di concepire la scienza e la società in generale. Il suo celebre principio poneva fortemente agli occhi dei fisici l’impossibilità di conoscere esattamente, contemporaneamente, velocità e posizione di una particella. In particolare, il prodotto degli errori assoluti commessi nella misurazione delle due grandezze non può essere inferiore ad h tagliato; nell’ordine di grandezza di 10^-34, per intenderci. Se la rilevanza pratica di questo principio (in seguito dimostrato a partire da altri postulati) si mostra nella sua interezza solo a livello atomico, la portata teorica del concetto è consistente. Pur scendendo in numerosi dettagli tecnici (che la mia ignoranza in materia mi ha costretto ad ignorare), Heisenberg percorre una lunga digressione sulle idee del passato, su come si siano evolute e su come esse influenzino la società contemporanea. Egli, inoltre, analizza il contributo dato dagli scienziati, durante il corso della storia, al progredire del pensiero, così come l’apporto dei filosofi alla scienza stessa.

Una miniera di spunti e riferimenti (i due post citati all’inizio dovrebbero confermarlo) per il lettore interessato!

Add comment January 13th, 2010

Respirando (Lucio Battisti)

Respirando, di Battisti/Mogol. Notevole il contrasto tra l’amarezza (secondo i canoni convenzionali) del testo ed il brio trasmesso dalla melodia e dal ritmo.


Link per embedders: http://www.youtube.com/watch?v=BOf_Og25fIU

Respirando
la polvere dell’auto che ti porta via,
mi domando
perché più ti allontani e più ti sento mia.
Respirando
il primo dei ricordi che veloce appare
sto fumando
mentre entri nel cervello e mi raggiungi il cuore.
Proprio in fondo al cuore,
senza pudore
per cancellare
anche il più antico amore.
Respirandoti,
io corro sulla strada senza più guardare,
respirandoti,
sorpasso sulla destra e vedo un gran bagliore.
Lontano una sirena e poi nessun rumore.
Lasciarti è fra i dolori quel che fa più male.
Fra tanta gente nera una cosa bella:
tu al mio funerale.

Respirando
pensieri un po’ nascosti mentre prendi il sole
ti stai accorgendo
“che un uomo vale un altro” sempre no, non vale.
Respirando più forte
ti avvicini al mare.
Stai piangendo.
Ti entro nel cervello e ti raggiungo il cuore.

Proprio in fondo al cuore
senza pudore
per cancellare
anche il più nuovo amore.
Respirandomi
ti vesti sorridendo, corri e poi sei fuori
Respirandomi
metti in moto l’auto e accarezzi i fiori
Lontano una sirena e poi nessun rumore.
Dolore e una gran gioia che addolcisce il male.
Fra tanta gente nera una cosa bella:
tu a me uguale,
tu a me uguale!

Respirandoci,
guardiamo le campagne che addormenta il sole.
Respirandoci,
le fresche valli, i boschi e le nascoste viole.
le isole lontane, macchie verdi e il mare,
i canti delle genti nuove all’imbrunire,
i canti delle genti nuove all’imbrunire,
i canti delle genti nuove all’imbrunire.

Add comment January 11th, 2010

La verità sulla resurrezione

Che bello rispolverare i vecchi aforismi, dimenticati da tempo…

Cristo non è stato ucciso, ma è stato bannato. Questo perché l’universo è impostato sulla modalità Last Man Standing e, quando lui è stato visto andare in giro dopo essere stato fraggato, subito si è capito che era un cheater

Add comment January 4th, 2010

Vesti la giubba

L’aria più famosa dell’opera Pagliacci di Ruggero Leoncavallo: Vesti la giubba. Il protagonista, Canio (impersonato nel video qui sotto da Placido Domingo), di professione pagliaccio in uno spettacolo itinerante, ha appena avuto la prova che sua moglie Nedda (attrice nella medesima rappresentazione) lo tradisce; ciononostante, la commedia deve essere comunque messa in scena (“la gente paga, e rider vuole qua”), pertanto Canio deve mascherare la tristezza e prepararsi in ogni caso allo spettacolo (“vesti la giubba, e la faccia infarina”).


Link per gli embedders: http://www.youtube.com/watch?v=z4mzv9N4COo

Recitar! Mentre preso dal delirio,
non so più quel che dico,
e quel che faccio!
Eppur è d’uopo, sforzati!
Bah! sei tu forse un uom?
Tu se’ Pagliaccio!

Vesti la giubba,
e la faccia infarina.
La gente paga, e rider vuole qua.
E se Arlecchin t’invola Colombina,
ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà!
Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto
in una smorfia il singhiozzo e ‘l dolor, Ah!

Ridi, Pagliaccio,
sul tuo amore infranto!
Ridi del duol, che t’avvelena il cor!

Add comment January 3rd, 2010

Festeggiamenti

Eco dal passato: Ballo in Fa diesis minore di Angelo Branduardi.


Link per gli embedders: http://www.youtube.com/watch?v=s3fM_wjZXLU
(Il video è orrendo alla vista, ma purtroppo è quello che ho trovato con la migliore qualità audio: concentratevi sulla musica. In alternativa c’è una promettente, ma non di più, cover metal.)

Sono io la morte e porto corona,
io son di tutti voi signora e padrona
e così sono crudele, così forte sono e dura
che non mi fermeranno le tue mura.

Sono io la morte e porto corona,
io son di tutti voi signora e padrona
e davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare
e dell’oscura morte al passo andare.

Sei l’ospite d’onore del ballo che per te suoniamo,
posa la falce e danza tondo a tondo
il giro di una danza e poi un altro ancora
e tu del tempo non sei più signora.

Add comment January 1st, 2010

Canto di Natale

Canto di NataleModena City Ramblers

Link per gli embedders: http://www.youtube.com/watch?v=nqbawqo5RHI

Add comment December 25th, 2009

Treni, maltempo e responsabilità

I macchinisti della storica rivista “ancora In Marcia!” chiedono “scusa, a nome di tutti i ferrovieri, alle migliaia di pendolari e viaggiatori per i disagi e i disservizi subiti in questi giorni per gli enormi problemi che hanno travolto le ferrovie italiane”. Ma soprattutto – scrivono in una lettera aperta ai viaggiatori – esprimono “imbarazzo per l’atteggiamento poco rispettoso, al limite dell’offensivo, tenuto dai vertici aziendali“.

Secondo i macchinisti, la causa principale dei disservizi non è addebitabile, se non in minima parte, all’emergenza maltempo, quanto a scelte tecniche e gestionali errate, oltre che alla scarsa considerazione per gli utenti. Il gruppo Fs – prosegue la lettera – “è pieno di amministratori delegati, manager e dirigenti, che hanno rinunciato al loro ruolo di iniziativa e controllo e scelto di obbedire sempre, in silenzio, anche di fronte a scelte oggettivamente sbagliate e dannose“.

E concludono: Mauro Moretti, “invece di chiedere scusa e prendere adeguati provvedimenti, non escludendo neanche le proprie dimissioni, ha attaccato tutti, viaggiatori, giornali, macchinisti, fino ad arrivare alla inverosimile richiesta di dotarsi di coperte e panini!”. I macchinisti auspicano che “lo Stato riprenda le redini di questo importante servizio pubblico facendolo funzionare nell’interesse della collettività e non di creative scelte di mercato”.

Fonte: http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/maltempo-2/maltempo-riepilogo-23-12/maltempo-riepilogo-23-12.html

Add comment December 23rd, 2009

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