Posts filed under 'Italian'

I quesiti referendari del 12 e 13 giugno 2011

Visto che non se ne parla molto in TV, un breve riassunto dei quattro quesiti referendari su cui gli italiani saranno chiamati ad esprimersi i prossimi 12 e 13 giugno 2011.

  1. Scheda rossa: abrogazione dell’affidamento a privati del servizio idrico
    • Vota SI chi vuole che il servizio idrico non sia gestito da privati
    • Vota NO chi non è interessato a limitare questo affidamento
  2. Scheda gialla: abrogazione delle “logiche di mercato” nel settore del servizio idrico privato
    • Vota SI chi vuole che il servizio idrico privato non sia autorizzato a trarre del profitto aumentando le tariffe dell’acqua: le tariffe dovrebbero essere calcolate solo per permettere alle imprese private il recupero dei costi
    • Vota NO chi lascerebbe alle imprese private il diritto di guadagnare e fare profitto aumentando le tariffe oltre il solo recupero dei costi
  3. Scheda grigia: abrogazione del nucleare in Italia
    • Vota SI chi vuole che in Italia non si costruiscano centrali nucleari
    • Vota NO chi non è contro la costruzione di tali centrali sul territorio italiano
  4. Scheda verde chiaro: abrogazione della legge sul legittimo impedimento
    • Vota SI chi vuole rimuovere la possibilità che il Presidente del Consiglio ed i Ministri della Repubblica hanno di non presentarsi in tribunale nei processi a loro carico
    • Vota NO chi sostiene che il Presidente del Consiglio ed i Ministri della Repubblica possano non presentarsi in tribunale nei processi a loro carico

Add comment June 3rd, 2011

L’inversione della paura

Mi sono chiesto a lungo se intitolare questo post “La paura dell’inversione” o “L’inversione della paura”. Entrambi descrivono la sfilata del Torino Pride di oggi, pur da aspetti diversi.

  • Banalmente, “La paura dell’inversione” è quella che caratterizza parte delle persone autodefinitesi “normali” quando si confrontano con il movimento gay. Un ventaglio di emozioni, il cui semiasse negativo varia dal timore del diverso alla sua repulsione in quanto contaminante.
  • Più interessante è “L’inversione della paura”, titolo che ho scelto perché mi trasmette un messaggio di speranza.

Inizierò da lontano.

Prima della sfilata di oggi, molti conoscenti non gay con cui ho discusso del Pride hanno espresso un guidizio sostanzialmente negativo, riassumibile in: “se i gay vogliono chiedere uguaglianza di diritti, una sfilata di Carnevale non è il migliore dei modi”. In altre parole, secondo molti, gli eccessi della sfilata rischierebbero di alienare i giudizi degli indecisi.
Beh, se per “eccesso” si intende questo qui sotto, bene, qualche eccesso oggi c’è stato.

Torino Pride

Ma il Pride non è solo questo. Ieri (20 maggio) sera ho avuto una conversazione, breve ma illuminante, con un gruppo di gay dichiarati. Uno di questi ha descritto con particolare profondità la sensazione di isolamento e di paura che un giovane con tendenze gay, magari ancora acerbe, vive al contatto con il mondo. Sia che venga riconosciuto e apostrofato come “frocio di merda”, sia che scelga di reprimersi e viaggiare sottocoperta, la paura è una delle emozioni più comuni. Paura del guidizio altrui, paura delle reazioni dei cari, paura di subire fisicamente e psicologicamente le conseguenze di un’insieme di scelte non comuni.
Dunque, il Pride agirebbe come invertitore della paura, come manifestazione di un’amore diverso, come cassa di risonanza per raggiungere quelli che hanno paura e urlare loro: non siete soli. Per un “esterno” come me, il Pride è soprattutto questo.

Torino Pride

(tutte le foto sono prese da Torino Repubblica)

Add comment May 21st, 2011

Non per dire che l’avevo detto, ma…

Il 1° ottobre 2010 Belpietro non scampò ad un tentativo di attentato. Perlomeno, questo ha accertato la magistratura. Comunisti.

Fonte: http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/04/12/news/attentato_a_belpietro_la_procura_non_ci_fu-14841079/

Add comment May 20th, 2011

Belpietro e il plausibile diversivo

Dopo il recente attentato a Belpietro, sono emerse una serie di incongruenze che lascerebbero pensare ad una manovra organizzata a tavolino (in maniera imperfetta), piuttosto che ad un reale attentato (… e qui mi ricorda Tartaglia).

Rimando ad un’attenta analisi:
http://nonleggerlo.blogspot.com/2010/10/attentato-belpietro-ecco-voi-tutte-le.html

1 comment October 3rd, 2010

Quello che i visitatori non dicono

… ma Google Analytics sì (ed anche molto chiaramente).

Dato che non ho ancora sonno (e sono le 6 passate), ho deciso di fare un giro tra le statistiche del blog e dare un’occhiata alle parole chiave che, dai motori di ricerca, portano su queste pagine. La situazione è curiosa, ma senza dubbio indicativa dei contenuti qui presenti (o del profilo dei visitatori).

  • Le ricerche più frequenti riguardano gli articoli tecnici, vedi quelli su Skype e Virtualbox. Ovvio.
  • C’è un’infinità di chiavi diverse per il (singolo!) articolo, con citazione, del film su Batman: The Dark Knight. Evidentemente la mia fedele riproduzione del dialogo finale interessa una buona fetta dei visitatori casuali.
  • Le citazioni di Barthes sono un po’ meno richieste, ma almeno l’ortografia delle chiavi è corretta (cosa che non posso dire del precedente punto).
  • Ed, infine, sembra che, poco tempo fa, qualcuno si sia interessato alla chiusura, ristrutturazione e recente riapertura della sede Galliari (o Valentino, per i puristi) del Collegio Einaudi. Questo non me l’aspettavo.
  • Infine, un singolo visitatore è arrivato qui cercando video porno hardcore. Peccato per lui (o lei).

Devo decidermi a chiudere Exaile, o non mi verrà mai sonno. Beh, almeno la carica della batteria del portatile non è infinita.

Add comment October 2nd, 2010

Non sono morto

Perlomeno, non ancora.

Non sono neanche morto di sonno, nonostante l’ora; questo è ben più preoccupante. Oltre al fatto che WordPress segni le 4:31, nonostante in GMT+1 adesso siano le 5:31.

Già che ci sono, butto lì un bel videozzo di sana musica ambientale di WoW 🙂

Add comment October 2nd, 2010

Cambiamento

Senza troppi giri di parole, non credo (statisticamente parlando) che l’attuale situazione italiana (e globale) possa cambiare in meglio, perlomeno nel breve periodo.

Cambiare. Chi (soggetto/oggetto del cambiamento)? Quando (quanto velocemente)? Cosa? E soprattutto: se sì, perché? E come?

Add comment May 4th, 2010

Chiesa e Stato (Contro l’etica della verità)

Non avrei saputo descrivere meglio la situazione.

La prima via [del rapporto Stato-Chiesa] è segnata da queste pietre miliari che possono essere variamente combinate e accentuate: la rivendicazione da parte della Chiesa del possesso di un patrimonio di verità ultime sull’essere umano, come singolo e come soggetto sociale, verità la cui validità è destinata ad espandersi oltre la cerchia dei credenti e a investire la società come intero; il rapporto diretto delle autorità civili con la Chiesa come istituzione, in quanto depositaria di valori religiosi e, allo stesso tempo, civili, cioè di una “religione civile” nel significato antico, quale teorizzato da Marco Terenzio Varrone e discusso da Agostino d’Ippona; il vincolo dei fedeli all’obbedienza all’istituzione ecclesiastica, non solo nella loro professione di fede ma anche nel loro essere cittadini, operatori sociali o agenti politici, in nome di quella verità di cui la Chiesa si fa interprete nelle questioni di natura sociale e politica; la pretesa che alla morale della Chiesa, nelle questioni che essa stessa considera rilevanti, si conformino l’etica pubblica in generale e le statuizioni normative che ne conseguono, e l’adesione delle autorità pubbliche a questa pretesa.

Questa è la via confessionale. Le sue manifestazioni spicciole sono, verso lo Stato, i rapporti di vertice tra ministri delle istituzioni religiose e ministri delle istituzioni civili; la
contrattazione di provvedimenti dello Stato in sedi parallele a quelle costituzionali formali; la rivendicazione da parte delle autorità ecclesiastiche di un potere di veto, nei casi in cui l’accordo non sia raggiunto; l’uso, ipotizzato o realizzato, dei poteri d’influenza e di pressione della Chiesa sulla società politica per orientare la dinamica degli schieramenti delle forze in campo. Verso i propri fedeli, le manifestazioni sono le direttive vincolanti e la minaccia di sanzioni ecclesiastiche nei confronti di coloro che, pur appartenendo alla stessa comunità di fede, dissentono politicamente.

da Contro l’etica della verità, di Gustavo Zagrebelsky

Add comment March 31st, 2010

Sulla democrazia (Contro l’etica della verità)

Dopo mesi di attesa, finalmente il tempo e la concentrazione necessari per addentrarsi nell’argomento.

Chi si riconosce nella democrazia dovrebbe dire: per difenderla, operiamo in spirito di concordia, combattiamo le prepotenze e la plutocrazia, rispettiamoci vicendevolmente, coltiviamo la legalità, promuoviamo la solidarietà, diamo sicurezza ai più deboli e rallentiamo la competizione sociale. Cioè: non rinunciamo a noi stessi, a quello che siamo e a ciò in cui crediamo, cerchiamo di correggere i difetti e combattiamo ciò che la sfigura. In una parola: prendiamoci cura della democrazia.

Invece no. Si dice: basta con questa identità; diamocene un’altra, un’identità militante che ci renda riconoscibili non gli uni verso gli altri, ma gli uni contro gli altri. Le istituzioni non siano neutrali, ma servano a questa battaglia e chi non ci si riconosce, peggio per lui. L’identità ben giustifica il sacrificio degli altri. Darsi questo genere di identità significa precisamente promuovere uno scontro di civiltà. La Chiesa cattolica è direttamente coinvolta. Le si offre l’occasione di una rivincita su un aspetto costitutivo del “mondo moderno”, la democrazia: una rivincita che una parte di essa forse ha sempre desiderato e aspettato.

da Contro l’etica della verità, di Gustavo Zagrebelsky

Add comment March 29th, 2010

Il latin lover dello stivale (Istruzioni per rendersi infelici)

Simili problemi [si parla del latin lover] angustiano il mondo maschile italiano, essendosi le donne italiane notevolmente emancipate degli ultimi decenni [prima edizione: 1984]. Prima, l’italiano si sentiva spinto dalla sua stessa mascolinità a comportarsi in maniera passionale. C’era poco rischio, perché di solito veniva respinto efficacemente. Uno dei principi maschili fondamentali del flirt diceva: se io rimango da solo con una donna per più di cinque minuti senza metterle le mani addosso, crederà che io sia un omosessuale. Il problema è che oggi le donne sono notevolmente più disponibili, e, se dobbiamo credere alle relative statistiche psichiatriche, il numero di pazienti affetti da impotenza è in forte aumento. Comportarsi abitualmente in modo virile e passionale è privo di pericoli fino a quando si può fare affidamento sul fatto che la partner assuma il “giusto” atteggiamento complementare e perciò respinga con materna benevolenza.

da Istruzioni per rendersi infelici, di Paul Watzlawick

Add comment March 27th, 2010

Previous Posts


Rate:  

Calendar

July 2017
M T W T F S S
« Feb    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Badges

Posts by Month

Posts by Category

What's played in the cave