Posts filed under 'Free (as in freedom) thoughts'

Housekeeping

cp /usr/share/zoneinfo/America/Los_Angeles /etc/localtime
echo "America/Los_Angeles" > /etc/timezone
# ... because there is no /usr/share/zoneinfo/America/San_Francisco
/etc/init.d/ntp-client restart

Ready.

2 comments February 3rd, 2012

My standing about 3D movies

http://theoatmeal.com/blog/3d_movies

Nothing more to say, actually.

Add comment December 25th, 2011

The truth about Naples

I love Naples.
Everyone loves Naples.
I like watching Naples.
Watching Naples can be a social event, unless you’re in a couple. And even in that case you might have a chance to enjoy it.
It’s good to be in Naples. Usually.
It’s possible to go around for Naples.
You can talk about Naples in the comments of this message.

1 comment June 6th, 2011

Fighting tivoization with the GPLv3

Presentation title

This is the second presentation that I will give next Thursday: the topic is the infamous tivoization.

Add comment May 24th, 2011

Patent Trolls against the Open Source Software

Presentation title

Next Thursday, I will give a speech about a couple of OSS-related topics. This presentation is about the first one: the relationship between patent trolls and Open Source Software.

Add comment May 23rd, 2011

Quello che i visitatori non dicono

… ma Google Analytics sì (ed anche molto chiaramente).

Dato che non ho ancora sonno (e sono le 6 passate), ho deciso di fare un giro tra le statistiche del blog e dare un’occhiata alle parole chiave che, dai motori di ricerca, portano su queste pagine. La situazione è curiosa, ma senza dubbio indicativa dei contenuti qui presenti (o del profilo dei visitatori).

  • Le ricerche più frequenti riguardano gli articoli tecnici, vedi quelli su Skype e Virtualbox. Ovvio.
  • C’è un’infinità di chiavi diverse per il (singolo!) articolo, con citazione, del film su Batman: The Dark Knight. Evidentemente la mia fedele riproduzione del dialogo finale interessa una buona fetta dei visitatori casuali.
  • Le citazioni di Barthes sono un po’ meno richieste, ma almeno l’ortografia delle chiavi è corretta (cosa che non posso dire del precedente punto).
  • Ed, infine, sembra che, poco tempo fa, qualcuno si sia interessato alla chiusura, ristrutturazione e recente riapertura della sede Galliari (o Valentino, per i puristi) del Collegio Einaudi. Questo non me l’aspettavo.
  • Infine, un singolo visitatore è arrivato qui cercando video porno hardcore. Peccato per lui (o lei).

Devo decidermi a chiudere Exaile, o non mi verrà mai sonno. Beh, almeno la carica della batteria del portatile non è infinita.

Add comment October 2nd, 2010

Non sono morto

Perlomeno, non ancora.

Non sono neanche morto di sonno, nonostante l’ora; questo è ben più preoccupante. Oltre al fatto che WordPress segni le 4:31, nonostante in GMT+1 adesso siano le 5:31.

Già che ci sono, butto lì un bel videozzo di sana musica ambientale di WoW 🙂

Add comment October 2nd, 2010

Cambiamento

Senza troppi giri di parole, non credo (statisticamente parlando) che l’attuale situazione italiana (e globale) possa cambiare in meglio, perlomeno nel breve periodo.

Cambiare. Chi (soggetto/oggetto del cambiamento)? Quando (quanto velocemente)? Cosa? E soprattutto: se sì, perché? E come?

Add comment May 4th, 2010

Chiesa e Stato (Contro l’etica della verità)

Non avrei saputo descrivere meglio la situazione.

La prima via [del rapporto Stato-Chiesa] è segnata da queste pietre miliari che possono essere variamente combinate e accentuate: la rivendicazione da parte della Chiesa del possesso di un patrimonio di verità ultime sull’essere umano, come singolo e come soggetto sociale, verità la cui validità è destinata ad espandersi oltre la cerchia dei credenti e a investire la società come intero; il rapporto diretto delle autorità civili con la Chiesa come istituzione, in quanto depositaria di valori religiosi e, allo stesso tempo, civili, cioè di una “religione civile” nel significato antico, quale teorizzato da Marco Terenzio Varrone e discusso da Agostino d’Ippona; il vincolo dei fedeli all’obbedienza all’istituzione ecclesiastica, non solo nella loro professione di fede ma anche nel loro essere cittadini, operatori sociali o agenti politici, in nome di quella verità di cui la Chiesa si fa interprete nelle questioni di natura sociale e politica; la pretesa che alla morale della Chiesa, nelle questioni che essa stessa considera rilevanti, si conformino l’etica pubblica in generale e le statuizioni normative che ne conseguono, e l’adesione delle autorità pubbliche a questa pretesa.

Questa è la via confessionale. Le sue manifestazioni spicciole sono, verso lo Stato, i rapporti di vertice tra ministri delle istituzioni religiose e ministri delle istituzioni civili; la
contrattazione di provvedimenti dello Stato in sedi parallele a quelle costituzionali formali; la rivendicazione da parte delle autorità ecclesiastiche di un potere di veto, nei casi in cui l’accordo non sia raggiunto; l’uso, ipotizzato o realizzato, dei poteri d’influenza e di pressione della Chiesa sulla società politica per orientare la dinamica degli schieramenti delle forze in campo. Verso i propri fedeli, le manifestazioni sono le direttive vincolanti e la minaccia di sanzioni ecclesiastiche nei confronti di coloro che, pur appartenendo alla stessa comunità di fede, dissentono politicamente.

da Contro l’etica della verità, di Gustavo Zagrebelsky

Add comment March 31st, 2010

Sulla democrazia (Contro l’etica della verità)

Dopo mesi di attesa, finalmente il tempo e la concentrazione necessari per addentrarsi nell’argomento.

Chi si riconosce nella democrazia dovrebbe dire: per difenderla, operiamo in spirito di concordia, combattiamo le prepotenze e la plutocrazia, rispettiamoci vicendevolmente, coltiviamo la legalità, promuoviamo la solidarietà, diamo sicurezza ai più deboli e rallentiamo la competizione sociale. Cioè: non rinunciamo a noi stessi, a quello che siamo e a ciò in cui crediamo, cerchiamo di correggere i difetti e combattiamo ciò che la sfigura. In una parola: prendiamoci cura della democrazia.

Invece no. Si dice: basta con questa identità; diamocene un’altra, un’identità militante che ci renda riconoscibili non gli uni verso gli altri, ma gli uni contro gli altri. Le istituzioni non siano neutrali, ma servano a questa battaglia e chi non ci si riconosce, peggio per lui. L’identità ben giustifica il sacrificio degli altri. Darsi questo genere di identità significa precisamente promuovere uno scontro di civiltà. La Chiesa cattolica è direttamente coinvolta. Le si offre l’occasione di una rivincita su un aspetto costitutivo del “mondo moderno”, la democrazia: una rivincita che una parte di essa forse ha sempre desiderato e aspettato.

da Contro l’etica della verità, di Gustavo Zagrebelsky

Add comment March 29th, 2010

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