Posts filed under 'Free (as in freedom) thoughts'

Sì, viaggiare (Istruzioni per rendersi infelici)

Continua la meditata lettura.

Traendo liberamente spunto da [Alfred] Atler, si può dire che le regole di questo gioco con il futuro sono all’incirca le seguenti: arrivare, che letteralmente e metaforicamente significa raggiungere una meta, vale come importante criterio di misura per il successo, il potere, l’approvazione e il rispetto per se stesso. Viceversa, l’insuccesso o l’indolente tirare avanti sono un segno di stupidità, pigrizia, irresponsabilità o viltà. Ma la strada del successo è faticosa, sia perché è necessario applicarsi molto, sia perché anche sforzandosi intensamente si può fallire. Piuttosto che impegnarsi in una “politica dei piccoli passi”, perseguendo scopi ragionevoli e raggiungibili, conviene scegliersi una meta straordinariamente elevata.
Ai miei lettori dovrebbero risultarne evidenti i vantaggi. L’aspirazione faustiana, la ricerca del Fiore Azzurro, l’ascetica rinuncia alle più basse soddisfazioni della vita godono di un grande prestigio sociale e fanno battere più forte i cuori di madre. Ma, soprattutto, se la meta è molto lontana anche il più sciocco capisce che la strada è lunga e difficile, e che i preparativi di viaggio sono complessi e richiedono molto tempo. Nessuno oserebbe rimproverare che non ci si è ancora messi in viaggio, e tantomeno arrischierebbe una critica nel caso in cui, una volta partiti, si perdesse la strada e si girasse in tondo, oppure si facessero lunghe soste. Al contrario, esistono eroici esempi di smarrimento nel labirinto e di fallimento in imprese sovrumane, al cui fulgore si riluce un po’.
Ma questo non è tutto. Come già sottintendono le citazioni iniziali [omesse], raggiungere le mete anche più elevate comporta un ulteriore pericolo: il “doposbornia”. L’esperto in infelicità conosce bene questo pericolo, non importa se consciamente o inconsciamente. Lo scopo non ancora raggiunto – così sembra volere il creatore del nostro mondo – è più desiderabile, romantico e luminoso di quanto possa esserlo quello a cui si è già arrivati. Non dobbiamo farci illusioni. L’incanto della luna di miele finisce prima di quanto si creda: all’arrivo nella lontana ed esotica città, il tassista cerca di imbrogliarci; sostenuta con successo una prova decisiva, sopravvengono nuove complicazioni e inattese responsabilità; e, come è noto, anche per la serenità della vecchiaia dopo il pensionamento le cose non vanno diversamente.

da Istruzioni per rendersi infelici, di Paul Watzlawick

Add comment March 2nd, 2010

Troppo tardi (Istruzioni per rendersi infelici)

Un libricino che parte già in modo scoppiettante.

Nei rari casi in cui, senza il nostro intervento, il libero corso delle cose ci ricompensa del trauma subito o del rifiuto del passato, e ciò che desideriamo ci cade gratuitamente tra le braccia, la persona esperta non si perde d’animo. La formula “Ora è troppo tardi, ora non lo voglio più” le permette di starsene inaccessibile nelle isolate stanze della sua indignazione e di impedire che le ferite infertele dal passato giungano a guarigione con delle zelanti leccate.

da Istruzioni per rendersi infelici, di Paul Watzlawick

2 comments February 21st, 2010

Il dubbio, round 1 (Fisica e Filosofia, Heisenberg)

Ho già avuto modo di parlare del libro che sto per introdurre: in particolare, circa la definizione quantistica di presente e l’apertura mentale che lo scienziato dovrebbe avere.

Fisica e filosofia
Fisica e filosofia, di Werner Heisenberg.

Mi sono imbattuto per la prima volta in una copia di questo libro nella stanza di un aspirante fisico (124!); furono i colori della copertina a colpire la mia attenzione – il titolo era rivolto nell’altra direzione e pertanto non facilmente parsabile. La curiosità mi spinse ad osservarlo meglio, coglierne il potenziale interesse e chiederne un parere al mio allora consorte. Parere positivo, diritto nella wishlist (mentale)! Salvo, poi, essere preso dai vortici della tesi e dimenticarmene. Argh! Svariati mesi e chilometri dopo, la medesima copertina ebbe l’ardore di farsi strada tra altri volumi mentre ero a caccia d’altro; ma allora la cassa era dietro l’angolo e l’occasione non mi sfuggì.

Ora, al libro. Heisenberg, già nel ‘61, si proponeva di descrivere i radicali cambiamenti che la fisica stava subendo ed il loro impatto sul modo di concepire la scienza e la società in generale. Il suo celebre principio poneva fortemente agli occhi dei fisici l’impossibilità di conoscere esattamente, contemporaneamente, velocità e posizione di una particella. In particolare, il prodotto degli errori assoluti commessi nella misurazione delle due grandezze non può essere inferiore ad h tagliato; nell’ordine di grandezza di 10^-34, per intenderci. Se la rilevanza pratica di questo principio (in seguito dimostrato a partire da altri postulati) si mostra nella sua interezza solo a livello atomico, la portata teorica del concetto è consistente. Pur scendendo in numerosi dettagli tecnici (che la mia ignoranza in materia mi ha costretto ad ignorare), Heisenberg percorre una lunga digressione sulle idee del passato, su come si siano evolute e su come esse influenzino la società contemporanea. Egli, inoltre, analizza il contributo dato dagli scienziati, durante il corso della storia, al progredire del pensiero, così come l’apporto dei filosofi alla scienza stessa.

Una miniera di spunti e riferimenti (i due post citati all’inizio dovrebbero confermarlo) per il lettore interessato!

Add comment January 13th, 2010

La verità sulla resurrezione

Che bello rispolverare i vecchi aforismi, dimenticati da tempo…

Cristo non è stato ucciso, ma è stato bannato. Questo perché l’universo è impostato sulla modalità Last Man Standing e, quando lui è stato visto andare in giro dopo essere stato fraggato, subito si è capito che era un cheater

Add comment January 4th, 2010

Festeggiamenti

Eco dal passato: Ballo in Fa diesis minore di Angelo Branduardi.


Link per gli embedders: http://www.youtube.com/watch?v=s3fM_wjZXLU
(Il video è orrendo alla vista, ma purtroppo è quello che ho trovato con la migliore qualità audio: concentratevi sulla musica. In alternativa c’è una promettente, ma non di più, cover metal.)

Sono io la morte e porto corona,
io son di tutti voi signora e padrona
e così sono crudele, così forte sono e dura
che non mi fermeranno le tue mura.

Sono io la morte e porto corona,
io son di tutti voi signora e padrona
e davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare
e dell’oscura morte al passo andare.

Sei l’ospite d’onore del ballo che per te suoniamo,
posa la falce e danza tondo a tondo
il giro di una danza e poi un altro ancora
e tu del tempo non sei più signora.

Add comment January 1st, 2010

Canto di Natale

Canto di NataleModena City Ramblers

Link per gli embedders: http://www.youtube.com/watch?v=nqbawqo5RHI

Add comment December 25th, 2009

Treni, maltempo e responsabilità

I macchinisti della storica rivista “ancora In Marcia!” chiedono “scusa, a nome di tutti i ferrovieri, alle migliaia di pendolari e viaggiatori per i disagi e i disservizi subiti in questi giorni per gli enormi problemi che hanno travolto le ferrovie italiane”. Ma soprattutto – scrivono in una lettera aperta ai viaggiatori – esprimono “imbarazzo per l’atteggiamento poco rispettoso, al limite dell’offensivo, tenuto dai vertici aziendali“.

Secondo i macchinisti, la causa principale dei disservizi non è addebitabile, se non in minima parte, all’emergenza maltempo, quanto a scelte tecniche e gestionali errate, oltre che alla scarsa considerazione per gli utenti. Il gruppo Fs – prosegue la lettera – “è pieno di amministratori delegati, manager e dirigenti, che hanno rinunciato al loro ruolo di iniziativa e controllo e scelto di obbedire sempre, in silenzio, anche di fronte a scelte oggettivamente sbagliate e dannose“.

E concludono: Mauro Moretti, “invece di chiedere scusa e prendere adeguati provvedimenti, non escludendo neanche le proprie dimissioni, ha attaccato tutti, viaggiatori, giornali, macchinisti, fino ad arrivare alla inverosimile richiesta di dotarsi di coperte e panini!”. I macchinisti auspicano che “lo Stato riprenda le redini di questo importante servizio pubblico facendolo funzionare nell’interesse della collettività e non di creative scelte di mercato”.

Fonte: http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/maltempo-2/maltempo-riepilogo-23-12/maltempo-riepilogo-23-12.html

Add comment December 23rd, 2009

Stalingrado – La cronaca di una battaglia

Qualche giorno fa ho terminato la lettura del volume storico Stalingrado – La battaglia che segnò la svolta della Seconda guerra mondiale, a cura del romanziere e saggista Antony Beevor (sito ufficiale) ed edito in Italia da Rizzoli.

È un libro che raccomando a tutti gli appassionati di storia contemporanea (ma anche ai semplici curiosi), in quanto ripercorre con precisione ed abbondanza di dettagli le vicende comprese tra l’inizio dell’Operazione Barbarossa (giugno 1941), con la quale Hitler mirava ad annientare l’Unione Sovietica, e la resa del generale tedesco Friedrich Paulus, comandante della VI Armata, avvenuta il 31 gennaio 1943.

Il saggio abbonda nelle descrizioni dei due eserciti schierati sulle rive del Volga, con numerose citazioni di fonti dagli archivi di ambo i fronti. Attraverso i capitoli viene anche portata avanti una dettagliata analisi della situazione psicologica e logistica delle forze in campo, riuscendo ad incuriosire il lettore fino all’ultima pagina.

Antony Beevor - Stalingrado

Add comment December 18th, 2009

Berlusconi, il Duomo ed il martirio

O come un uomo costruì contemporaneamente il proprio dolore e la propria ascensione ad intoccabile (fisicamente, politicamente, processualmente).

Breve riepilogo per coloro i quali si siano persi la baraonda delle ultime 24 ore: durante un raduno PdL, un uomo ha colpito al volto Berlusconi con una statuetta del Duomo, provocandogli una grave ferita alla bocca (labbro e denti).

Dai fatti si è (giustamente) sollevato un polverone inimmaginabile, ulteriore conferma che l’italiano medio se ne frega della politica, ma diventa immediatamente attivista non appena quest’ultima si tramuta in cronaca.

C’è stata una pletora di reazioni all’avvenimento:

  • C’è chi ha gioito per l’avvenimento ed ha osannato l’autore del gesto.
  • Qualcuno si è improvvisato storico ed ha paragonato questo evento alle stragi degli Anni di Piombo.
  • Una fetta della maggioranza del Parlamento ha voluto leggere nel colpo una cospirazione sinistroide per uccidere il premier.
  • Altri hanno spiegato l’azione come diretta conseguenza dei toni usati da certi politici (Di Pietro) e della magistratura (CSM).
  • Una minoranza ha gridato alla montatura, ritenendo che a muovere la mano dell’uomo sia stata una pianificazione dello stesso Berlusconi (o perlomeno del suo entourage), in modo da poterlo martirizzare.
  • In molti, comunque, hanno espresso solidarietà al premier.

Ciò che è certo è che Berlusconi sia uscito vincitore da questo evento (le ferite si curano ed i soldi accelerano il processo – pun intended) e che coloro i quali tentano e tenteranno di spiegare le ragioni che qui seguono verranno affrettatamente etichettati come violenti, golpisti ed antidemocratici. Viste le premesse, parlerò (scriverò) concisamente.

  1. Non c’è alcuna cospirazione politica. Avessero voluto far fuori Berlusconi, egli giacerebbe già da tempo nella tomba con un proiettile da 7 e 62 nel cranio.
  2. La generalizzazione “a sinistra sono tutti violenti” è vecchia come il cucco (così come il suo equivalente destrorso).
  3. Certo che si fa un gran parlare di Berlusconi! Certo che viene demonizzato! Non so quanti esponenti di sinistra siedano ancora in Parlamento (pochi, credo), ma la potenza mediatica del Cavaliere costringe tutti, sul piano pratico, a giocare di rimessa. Che questo sia dovuto ad assenza di idee o ad impossibilità di trovare spazi per esprimerle, non so.
  4. Il polverone non si alza solo da sinistra: Berlusconi stesso attacca continuamente la sinistra, i suoi elettori (i coglioni), la magistratura (gli antropologicamente diversi), insomma tutti coloro che non gli vanno a genio, confondendo (come detto da Fini qualche giorno fa) il mandato di governo affidatogli dagli italiani con l’impunità.
  5. Perché un offesa fisica dovrebbe essere più grave di un’offesa mediatica (vedi punto precedente)? Forse perché la prima è al limite irreversibile (la morte), mentre la seconda no? Vogliamo parlare delle ridotte possibilità (non solo economiche, ma anche di soddisfazione personale) e dell’incipiente povertà che si sta manifestando in una parte della popolazione italiana e che il governo non combatte, preferendo salvare pochi (nello specifico, amministratori delegati di aziende in bancarotta)? Certo, sono del parere che le stoccate sarcastiche siano molto più efficaci degli oggetti contundenti, ma cambiare aria ogni tanto fa bene.
  6. Vedere Berlusconi sanguinare è una bella soddisfazione, in quanto dimostra che anche le auto-definitesi divinità sanguinano, soprattutto quella sua tonda ed untuosa faccia di cazzo (un offesa a testa, Silvio, palla a te). Questo non migliorerà le cose (anzi molto probabilmente le peggiorerà), ma, nel mio caso, mi ha reso nuovamente felice dopo un breve momento di amarezza.

In ogni caso: dodge this!


Berlusconi ferito al volto

2 comments December 14th, 2009

Programmers’ laughs – 01

Two friends, old seasoned kernel hackers, have a beer together. They talk about their lives, their jobs and everything.
“Man, this job is awesome and all, but I’m always tired and in the evening I can barely stand.”
“Take this lock and keep it in your hand. It helped me in the same situation as yours.”
“How is this supposed to work?”
“Well, you know you can’t sleep while holding a lock!”

Add comment November 29th, 2009

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