Archive for December, 2009

Canto di Natale

Canto di NataleModena City Ramblers

Link per gli embedders: http://www.youtube.com/watch?v=nqbawqo5RHI

Add comment December 25th, 2009

Treni, maltempo e responsabilità

I macchinisti della storica rivista “ancora In Marcia!” chiedono “scusa, a nome di tutti i ferrovieri, alle migliaia di pendolari e viaggiatori per i disagi e i disservizi subiti in questi giorni per gli enormi problemi che hanno travolto le ferrovie italiane”. Ma soprattutto – scrivono in una lettera aperta ai viaggiatori – esprimono “imbarazzo per l’atteggiamento poco rispettoso, al limite dell’offensivo, tenuto dai vertici aziendali“.

Secondo i macchinisti, la causa principale dei disservizi non è addebitabile, se non in minima parte, all’emergenza maltempo, quanto a scelte tecniche e gestionali errate, oltre che alla scarsa considerazione per gli utenti. Il gruppo Fs – prosegue la lettera – “è pieno di amministratori delegati, manager e dirigenti, che hanno rinunciato al loro ruolo di iniziativa e controllo e scelto di obbedire sempre, in silenzio, anche di fronte a scelte oggettivamente sbagliate e dannose“.

E concludono: Mauro Moretti, “invece di chiedere scusa e prendere adeguati provvedimenti, non escludendo neanche le proprie dimissioni, ha attaccato tutti, viaggiatori, giornali, macchinisti, fino ad arrivare alla inverosimile richiesta di dotarsi di coperte e panini!”. I macchinisti auspicano che “lo Stato riprenda le redini di questo importante servizio pubblico facendolo funzionare nell’interesse della collettività e non di creative scelte di mercato”.

Fonte: http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/maltempo-2/maltempo-riepilogo-23-12/maltempo-riepilogo-23-12.html

Add comment December 23rd, 2009

Stalingrado – La cronaca di una battaglia

Qualche giorno fa ho terminato la lettura del volume storico Stalingrado – La battaglia che segnò la svolta della Seconda guerra mondiale, a cura del romanziere e saggista Antony Beevor (sito ufficiale) ed edito in Italia da Rizzoli.

È un libro che raccomando a tutti gli appassionati di storia contemporanea (ma anche ai semplici curiosi), in quanto ripercorre con precisione ed abbondanza di dettagli le vicende comprese tra l’inizio dell’Operazione Barbarossa (giugno 1941), con la quale Hitler mirava ad annientare l’Unione Sovietica, e la resa del generale tedesco Friedrich Paulus, comandante della VI Armata, avvenuta il 31 gennaio 1943.

Il saggio abbonda nelle descrizioni dei due eserciti schierati sulle rive del Volga, con numerose citazioni di fonti dagli archivi di ambo i fronti. Attraverso i capitoli viene anche portata avanti una dettagliata analisi della situazione psicologica e logistica delle forze in campo, riuscendo ad incuriosire il lettore fino all’ultima pagina.

Antony Beevor - Stalingrado

Add comment December 18th, 2009

Berlusconi, il Duomo ed il martirio

O come un uomo costruì contemporaneamente il proprio dolore e la propria ascensione ad intoccabile (fisicamente, politicamente, processualmente).

Breve riepilogo per coloro i quali si siano persi la baraonda delle ultime 24 ore: durante un raduno PdL, un uomo ha colpito al volto Berlusconi con una statuetta del Duomo, provocandogli una grave ferita alla bocca (labbro e denti).

Dai fatti si è (giustamente) sollevato un polverone inimmaginabile, ulteriore conferma che l’italiano medio se ne frega della politica, ma diventa immediatamente attivista non appena quest’ultima si tramuta in cronaca.

C’è stata una pletora di reazioni all’avvenimento:

  • C’è chi ha gioito per l’avvenimento ed ha osannato l’autore del gesto.
  • Qualcuno si è improvvisato storico ed ha paragonato questo evento alle stragi degli Anni di Piombo.
  • Una fetta della maggioranza del Parlamento ha voluto leggere nel colpo una cospirazione sinistroide per uccidere il premier.
  • Altri hanno spiegato l’azione come diretta conseguenza dei toni usati da certi politici (Di Pietro) e della magistratura (CSM).
  • Una minoranza ha gridato alla montatura, ritenendo che a muovere la mano dell’uomo sia stata una pianificazione dello stesso Berlusconi (o perlomeno del suo entourage), in modo da poterlo martirizzare.
  • In molti, comunque, hanno espresso solidarietà al premier.

Ciò che è certo è che Berlusconi sia uscito vincitore da questo evento (le ferite si curano ed i soldi accelerano il processo – pun intended) e che coloro i quali tentano e tenteranno di spiegare le ragioni che qui seguono verranno affrettatamente etichettati come violenti, golpisti ed antidemocratici. Viste le premesse, parlerò (scriverò) concisamente.

  1. Non c’è alcuna cospirazione politica. Avessero voluto far fuori Berlusconi, egli giacerebbe già da tempo nella tomba con un proiettile da 7 e 62 nel cranio.
  2. La generalizzazione “a sinistra sono tutti violenti” è vecchia come il cucco (così come il suo equivalente destrorso).
  3. Certo che si fa un gran parlare di Berlusconi! Certo che viene demonizzato! Non so quanti esponenti di sinistra siedano ancora in Parlamento (pochi, credo), ma la potenza mediatica del Cavaliere costringe tutti, sul piano pratico, a giocare di rimessa. Che questo sia dovuto ad assenza di idee o ad impossibilità di trovare spazi per esprimerle, non so.
  4. Il polverone non si alza solo da sinistra: Berlusconi stesso attacca continuamente la sinistra, i suoi elettori (i coglioni), la magistratura (gli antropologicamente diversi), insomma tutti coloro che non gli vanno a genio, confondendo (come detto da Fini qualche giorno fa) il mandato di governo affidatogli dagli italiani con l’impunità.
  5. Perché un offesa fisica dovrebbe essere più grave di un’offesa mediatica (vedi punto precedente)? Forse perché la prima è al limite irreversibile (la morte), mentre la seconda no? Vogliamo parlare delle ridotte possibilità (non solo economiche, ma anche di soddisfazione personale) e dell’incipiente povertà che si sta manifestando in una parte della popolazione italiana e che il governo non combatte, preferendo salvare pochi (nello specifico, amministratori delegati di aziende in bancarotta)? Certo, sono del parere che le stoccate sarcastiche siano molto più efficaci degli oggetti contundenti, ma cambiare aria ogni tanto fa bene.
  6. Vedere Berlusconi sanguinare è una bella soddisfazione, in quanto dimostra che anche le auto-definitesi divinità sanguinano, soprattutto quella sua tonda ed untuosa faccia di cazzo (un offesa a testa, Silvio, palla a te). Questo non migliorerà le cose (anzi molto probabilmente le peggiorerà), ma, nel mio caso, mi ha reso nuovamente felice dopo un breve momento di amarezza.

In ogni caso: dodge this!


Berlusconi ferito al volto

3 comments December 14th, 2009


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