La protesta dei fannulloni (o come il numero di manifestanti traboccò Piazza Castello)

October 31st, 2008 at 12:20am dark

Gli studenti degli atenei italiani che hanno protestato nei giorni scorsi contro il decreto legge Gelmini sono stati tacciati come fannulloni dal Presidente del Consiglio. Questa mattina, nelle piazze e nelle strade di tutta Italia, studenti e lavoratori hanno unito le proprie forze e manifestato all’Italia il disagio per una manovra che rende il futuro dell’università molto più grigio di quello presente.

Non mi dilungherò sui contenuti del decreto, il cui ampio respiro dovrebbe esservi già noto (in caso opposto informatevi spegnendo la TV e facendo riferimento al più vicino studente universitario). Piuttosto, riporterò le impressioni e le foto che ho scattato alla manifestazione di Torino di oggi, giovedì 30 ottobre 2008. Che la partecipazione non sfumi e la memoria non ci abbandoni.

Il corteo del Politecnico sarebbe dovuto partire alle 8,30, ma con ogni probabilità gli organizzatori sono stati di manica larga, per tenere conto degli inevitabili ritardi di concentramento e di spostamento. Alla fine, il corteo è partito alle 9,30, per intenderci. 😉 Già davanti al Poli si indovinava che la giornata sarebbe andata per il meglio: la quantità di persone ferme davanti all’ingresso, in attesa di partire, era totalmente spropositata per la tipica propensione politecnica alla staticità. Per intenderci, quando la testa del corteo, percorrendo Corso Vinzaglio, ha raggiunto Via Cernaia, gli agenti che chiudevano il corteo erano ancora all’altezza di Corso Matteotti. E su Via Cernaia lo spettacolo era questo:

Via Cernaia

Decisamente un ottimo colpo d’occhio. Se a questo aggiungiamo gli altri cortei che già stazionavano in Piazza Arbarello

Piazza Arbarello

o che erano già su Via Micca, i numeri si fanno decisamente grandi (la stampa parlerà di decine di migliaia di manifestanti). Il corteo si è diretto verso Piazza Castello e qui (stupore degli stupori), facendo due rapidi conti, si è notato che la piazza non sarebbe stata abbastanza grande per accogliere tutti. Dunque la manifestazione ha proseguito tra i portici di Via Po, regalando questo spettacolo ai presenti:

Imbocco di Via Po

Terminazione di Via Po

Poteva la pur capiente Piazza Vittorio Veneto (e l’ora di pranzo…) fermare l’animosità dei più? Certamente no. E dunque dei gruppi spontanei si sono mossi verso Corso Casale, o verso la stazione ferroviaria di Porta Nuova, dove sembra che per qualche ora i manifestanti abbiano bloccato alcuni binari per protesta. Alla fine, comunque, lo spettacolo era questo:

Piazza Vittorio Veneto

E mentre il corteo del Politecnico aveva già da tempo terminato la sua marcia, altri gruppi raggiungevano la piazza:

Piazza Vittorio Veneto

Dopo questa imponente manifestazione, cosa rimane? Sicuramente l’impatto nella mia mente: spero sia altrettanto per gli altri studenti e lavoratori che sono stati coinvolti più o meno direttamente. Ma, soprattutto, nella mente dei numerosissimi cittadini che hanno visto sfilare noi e gli altri manifestanti nelle altre città.

Un’amica mi diceva (cito) che “ci vorrebbe almeno una settimana di sciopero intenso e anche qualche scontro tra polizia e studenti, senza che si faccia male nessuno, ma che mobiliti l’opinione pubblica e faccia scandalo anche all’estero”. Non sono d’accordo. Non abbiamo bisogno di martiri (si vedano le parole di Cossiga di una settimana fa) sui quali il governo possa far presa di fronte all’opinione pubblica. Se gli studenti ed i lavoratori di tutta Italia avessero la possibilità di fare una visita collettiva a Roma, riempire le due camere del Parlamento e chiedere spiegazioni immediate al governo, forse la situazione cambierebbe: ma, dato che una tale mobilitazione richiederebbe una organizzazione ed uno sforzo titanici, meglio evitare di fare le cose a metà. Meglio lavorare giorno per giorno, seguendo le due parole chiave a me tanto care (sempre le stesse): partecipazione e memoria. Noi stessi dobbiamo continuare a mantenere ricordo di quello che sta accadendo e dobbiamo impegnarci in ogni istante affinché tutti quelli che conosciamo (ma anche gli altri) facciano lo stesso. In modo che alle prossime elezioni non ci siano scuse, non ci si possa nascondere dietro le guerre partitiche e lasciar correre tutto ciò che è successo (magari anche prima delle prossime elezioni, ma l’arroganza di certi governi, tra cui questo, fa sì che solo un fortissimo tremore nella loro base, forse, potrebbe convincerli a rivedere qualcosa delle loro decisioni).
Perché, ammettiamolo, certi esponenti politici attualmente al governo hanno una certa abilità di fare le cose, che va loro riconosciuta anche se viene usata per scopi assolutamente malsani. Fanno le loro riforme nel clamore, scombussolano tutto in poco tempo e poi lasciano che la voce sedimenti, lasciando che la gente si stufi di impegnarsi e dimentichi quello che è successo e torni alle proprie vite di tutti i giorni.
(Un esempio su tutti: il Lodo Alfano)

Concedetemi una nota di colore:

Il laplaciano dell'università

Questo manifestante era dichiaratamente un ingegnere del Politecnico… diciamo che il suo piccolo cartello ha a che vedere con questo 😉

Per concludere, la maggior parte delle foto che ho scattato sono adesso su Facebook al seguente indirizzo: http://www.facebook.com/album.php?aid=37583&l=ab192&id=630464268 (anche se ognuna delle foto precedenti è in realtà un link a quella a dimensione intera)

E se il Poli manifesta, l’avete fatta grossa.

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3 Comments Add your own

  • 1. Arkham  |  October 31st, 2008 at 01:36:41

    Fannulloni. Manifestare non ha mai inciso significativamente neanche negli anni 70, figuriamoci adesso. Si accettano scommesse sull’impatto di queste simpatiche camminate sull’operato del caro Silvio.


  • 2. dark  |  October 31st, 2008 at 10:50:22

    Pat pat, Arkham, pat pat.


  • 3. Arkham  |  November 1st, 2008 at 16:48:30

    Morire per delle idea, l’idea è affascinante, per poco io morivo senza averla mai avuta.


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