Ormoni
October 7th, 2008 at 08:30am dark
“Quando siamo felici possiamo fare tutto”, “Il rapporto che mi lega a quella persona mi farebbe fare qualsiasi cosa”, “Non riesco a spiegarmi perché in alcune situazioni sono emozionato”.
Le nostre conversazioni, le arti, i nostri pensieri sono pieni di frasi come queste: partendo da incredulità e stupore nei confronti delle proprie emozioni, passando per la loro accettazione, arrivando ad una personificazione delle stesse. Sono tutte attività lodevoli, per carità: io stesso non mi mantengo particolarmente lontano da esse. Ma, a mio parere, un po’ di cognizione di causa non fa mai male: ricordarsi delle origini biochimiche delle nostre sensazioni eviterebbe la proliferazione di credenze e superstizioni, in qualsivoglia forma esse si manifestino. Beh, chiaramente, quelle che per me sono credenze e superstizioni… (e per chi altri, sennò?)
- Siamo felici assieme ad una persona? Ormoni.
- Nei momenti in cui siamo “trasportati dalle cose” solleveremmo montagne e spazzeremmo via oceani? Ormoni.
- Non riusciamo a distogliere la nostra attenzione da qualcuno o qualcosa? Ormoni.
(i tecnici mi concedano di citare solo gli ormoni, sia per mia ulteriore ignoranza in materia, sia per semplicità
)
Gli stessi processi fisici che possono rendere l’organismo umano dipendente da oppiacei (questa volta in senso proprio
), alcoolici, ma anche cibi, possono renderlo dipendente da situazioni ed eventi. Ed allora vorremmo continuare a rivivere gli stessi eventi e ritornare nelle stesse situazioni.
C’è problema in questo? Affatto. Ma, per favore, evitiamo di inventarci frasi ad effetto come “la sede dell’emozione X è il cuore”, a meno che non si stia parlando del peptide natriuretico atriale e dei suoi effetti sull’organismo umano. Se vogliamo usare queste frasi in senso “artistico” (termine qui usato con subdola ed esplicita piega verso il dispregiativo), facciamolo pure, ma non diffondiamo in giro false notizie. Già in molti hanno problemi a capire che la Terra non è piatta e che può anche essere che essa giri attorno al Sole, e non viceversa (ma mettiamoci d’accordo sul sistema di riferimento, prima): non peggioriamo le cose.
Inoltre, credo che così saremmo anche molto più resistenti contro le emozioni “negative” ed accetteremmo diversamente la mancanza di quelle “positive”. Per poi (tentare di) abbandonarvisi nel momento opportuno.
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5 Comments Add your own
1. federuto | October 7th, 2008 at 09:48:42
Premetto che non essendo un medico potrei anche fare degli errori, non me ne vogliate anzi correggetemi se sbaglio. Pur essendo d’accordissimo sul fatto che il proliferare di credenze e superstizioni sia assolutamente da evitare, questo stesso argomento lo affronto in maniera diversa.
Un ormone (dalla lingua greca όρμάω – “mettere in movimento”) è un messaggero chimico che trasmette segnali da una cellula (o un gruppo di cellule) ad un’altra cellula (o altro gruppo di cellule).
Poichè gli ormoni sono prodotti da ghiandole endocrine, per quanto grossolano, mi sembra più appropriato pensare che se piace un cibo, una persona, dipende dai nostri recettori. E’ quindi una cosa legata alle nostre persone, a come siamo fatti a partire dal DNA fino a considerare le esperienze di vita che si sono affrontate, per cui tizio è diverso da caio e a tizio potrà piacere A mentre a caio B. Quindi un processo chimico dato dalla presenza della nostra persona e dal fattore di interesse X.
A questo punto però mi sembra necessario un’ulteriore precisazione.
Da un lato bisogna considerare i cibi, o comunque i prodotti che una volta consumati possono darci una sensazione di piacere o di disgusto; si considerino ad esempio allergie ed intolleranze alimentari, si capisce (ma ci sono molti libri che lo possono spiegare meglio di me) che dipendono strettamente dalla nostra persona dal punto vista chimico-fisico (DNA e molti altri fattori).
Da un lato si possono considerare alcoolici e oppiacei: in questo caso l’interazione con questi prodotti, che spesso risulta negli stessi effetti indipendentemente dai singoli individui che ne fanno uso, portano a situazioni in cui una persona prova sensazioni ed emozioni particolari. Anche in questo caso è tutto legato ad una precisa reazione chimica che avviene all’interno del nostro corpo.
Fin qui però consideriamo cose che si possono ottenere/trovare con relativa facilità (almeno nel nostro paese).
Sull’altra sponda del fiume io considero l’interazione con le altre persone: più nello specifico, i motivi per cui può interessarmi/piacermi una ragazza piuttosto che un’altra, poichè l’amore è sicuramente tra le emozioni più forti (e più importanti, almeno per me) che si possono provare. Sicuramente sono coinvolti gli ormoni, perchè questi “messaggeri” trasportano le informazioni che i nostri recettori producono nel momento in cui vengono stimolati. Allo stesso modo c’è una componente materiale, e non magica, quando ci sentiamo attratti da una persona, perchè dipende anche dal suo aspetto e dal suo odore. Altri recettori, altre informazioni che arrivano al cervello e diventano emozioni.
Certo può essere fuori luogo ritenere il cuore la sede delle emozioni, però quando proviamo una forte emozione, uno dei primi organi interessati è il cuore (sicuramente viene prima il cervello), perchè variano le pulsazioni al minuto, viene pompato più sangue e quindi proviamo un forte calore al petto.
Quindi è vero, dobbiamo fare attenzione a non mistificare tutto quello che proviamo, a ritenere che abbiano una provenienza magica, ultraterrena o qualsivoglia altra mistificazione: si può ridurre tutto a reazioni bio-chimiche.
Almeno nel caso dell’interazione con le altre persone, come caso d’interesse si consideri l’innamoramento, rimane un dubbio (o quanto meno una domanda a cui ognuno probabilmente risponde in maniera diversa): con quella persona mi trovo bene, per tutte le reazioni biochimice di cui sopra, ma sto bene perchè sto con quella persona. Se non la avessi incontrata? Ne avrei incontrata un’altra in grado di attivare pienamente tutti i miei recettori e di farmi sentire allo stesso modo? Oppure no? Avresti potuto passare la tua intera esistenza a cercarla, e per quante persone che ci sono nel mondo, non riuscire a trovare una persona con cui stai così bene. E una volta trovata, come capire che è quella giusta, oppure che esiste un’altra persona, un’anima gemella, con cui staremmo ancora meglio?
Solo a questo punto possiamo prendere in considerazione il caso, la concatenazione di probabilità, il destino, piuttosto che considerare magie, rituali e amuleti, oppure scomodare qualcosa/qualcuno di ancora più in alto. Perchè solo qui non possiamo dare una risposta.
2. dark | October 7th, 2008 at 17:18:51
Sono abbastanza d’accordo con la parte iniziale del tuo commento: i nostri gusti e le cose che ci piacciono dipendono da una inestricabile sovrapposizione di predisposizioni fisiche ed eventi di vita. Ed anche il rapporto interpersonale è dettato da cause di questa entità: è questo il punto dell’intero messaggio.
La cosa che mi dà in un certo senso fastidio è il (per me vano) tentativo di rendere metafisico tutto ciò che può essere spiegato (e lo già) altrimenti. Ricollegandomi al messaggio precedente, è proprio quello che viene espresso nelle parole dell’Agente Smith:
Illudiamoci, certo, non sto dicendo di non farlo, anzi! Ma, altro punto nodale del mio discorso, rimaniamo coscienti che di illusioni si tratta…
Sulla ricerca… beh, rimandiamo il discorso ad un altro momento, sia esso “telematico” od intorno ad un tavolo…
3. vito | October 7th, 2008 at 22:38:57
dico qualcosa anch’io… (ciao!), senza troppe pretese di dire cose troppo sensate.
) il cervello bada più al successo della nostra argomentazione che alla sua coerenza o verità. Quindi l’organismo fa “pensare” al cervello quello che gli va meglio…non il contrario che il l’organismo si comporta (e parla) in base a quello che il cervello pensa. Se mi si permette un paragone, sarebbe come la religione e la cultura di un popolo: si potrebbe dire che la cultura, gli usi e i costumi sono influenzati dalla religione. Ma forse è altrettanto giusto dire che gli usi, i costumi, la cultura, il modo di essere di un popolo “creano” la religione adatta a lui. Così, ad esempio, c’era la teoria che diceva che il nord europa era più sviluppato per l’etica del lavoro del protestantesimo…ma può anche essere che l”etica del lavoro del protestantesimo sia il risultato (di un processo più o meno lungo, come accade nella storia) delle caratteristiche dei popoli che abitano a nord…cioè ognuno si crea (=la storia crea per lui) la religione che gli si addice di più. E allo stesso modo succede così per le idee di una persona: insomma anche le idee sono qualcosa di “terreno” e imperfetto…profondamente invischiate con le cose “materiali”, dipendenti dai sentimenti e dalle emozioni. Certo, alla fine probabilmente è questione di punti di vista e del sistema di riferimento…ma cmq ragione e sentimento sono molto compenetrati, probabilmente inscindibili.
sono piuttosto d’accordo (ad esempio sono propenso a chiedere che ci si innamori più dell’amore che dell’altra persona, e mi chiedo spesso se, incontrando una persona che assomigli tantissimo a quella amata come aspetto, modi di fare, modo di parlare, profumo, eccetera, non si farebbe “confusione” tra le due, amandole entrambe) ma, per mia (cattiva?) abitudine, dirò qualcosa un po’ in contrapposizione con quello che dite.
innanzitutto io non sono convinto che si possa ridurre tutto tutto a biochimica…ma vabbè.
poi, vorrei soffermarmi sulla non nuova contrapposizione tra ragione e sentimento, chiamamoli così, che emerge anche da quello che dite. da quello che mi sembra di capire, affermate una certa supremazia della ragione sul sentimento, nel senso che la verità sta nella ragione e i sentimenti sono illusioni. però a volte (a volte) mi sembra che la cosa non sia così scontata. mi spiego: siamo abituati a pensare al cervello come una sorta di “centro di comando e di gestione” dell’organismo, mentre invece potrebbe non essere proprio così. Potrebbe essere l’organismo a gestire il cervello che, in fin dei conti, è al servizio, in senso evoluzionistico, di tutto il resto. E tra l’altro la parte più interna, anziana e profonda del cervello è quella “animale” non quella razionale, cosciente. E quella nascosta, subcosciente, credo influenzi l’altra più di quanto crediamo. (Si veda tra l’altro il “secondo cervello” presente nel sistema gastrointestinale…in rete si possono trovare diverse cose non so quanto affidabili).
Insomma cosa “siamo”? Siamo più pensiero o emozione? Forse non siamo più pensiero, ma più emozione (o forse un misto, o nessuna delle due).
Ad esempio, i ricordi che abbiamo cambiano con il passare del tempo, ci sono diversi studi su questo. E a distanza di anni il ricordo che abbiamo di una certa esperienza potrebbe essere molto cambiato. E qual è la realtà, cosa è successo davvero? Ecco in un certo senso è più reale il ricordo modificato, di ciò che è successo davvero. Così come può essere più reale l’emozione della biochimica che le sta dietro.
Altro esempio…quando si cerca di sostenere la propria idea (come stiamo facendo noi adesso
E forse la cosa dipende davvero da persona a persona….ci sono persone più riflessive e razionali (come credo io e te), per cui la “realtà” è il pensiero, e le emozioni sono illusioni. Per altri invece le emozioni sono reali, mentre il pensiero è qualcosa di illusorio. Poi si potrebbe pensare che le proporzioni di questi due “tipi” di persone (ovviamente due per semplificare) vari nel corso delle epoche….e io mi chiedo spesso se la civiltà moderna sia più razionale o più emotiva.
Dal punto di vista evoluzionistico, per il successo della razza umana, non so dire quale sia meglio…si può ipotizzare un futuro in cui l’uomo e la società siano ultrarazionali (e in effetti questo sembrerebbe giovare all’efficienza), oppure del tutto “inconscienti”: ci sono teorie secondo le quali la coscienza nell’uomo sia un qualcosa di non vantaggioso…un pasticcio dell’evoluzione che l’evoluzione stessa potrebbe eliminare (e a volte mi sembra che sia così….nella società bisogna lavorare, essere felici, lavorare, comprare…non pensare).
Bah chiudo qui che è meglio…;-) e scusate la confusione
buona serata!
vito
4. federuto | October 8th, 2008 at 09:57:07
Vito, mi trovo d’accordo con te (soprattutto sul ragionamento cultura/religione): il senso del mio post (purtroppo troppo prolisso) non era tanto sottolineare una contrapposizione ragione/sentimento volendo decretare un vincitore, quanto ricordare che pur potendo rimandare alla mera biochimica molti comportamenti/stati emotivi (mentre come ricorda dark l’umano medio cerca in ogni modo di arrampicarsi sugli specchi e cercare cause metafisiche anche davanti all’evidenza, cosa abbastanza grave), non si può ridurre tutto a quello (anzi).
Mi trovo in disaccordo con le considerazioni sull’illuderci fatte da dark (e dall’agente Smith), e stavo cercando di elaborare una risposta più adatta, magari riguardandomi The Matrix
5. vito | October 9th, 2008 at 00:35:18
bè il tuo post era forse prolisso, ma il mio lo era di più…;-)
in ogni caso, in qualche modo bisognerà pur passarlo il tempo! (in realtà non è che ci sia tutto questo tempo libero…quindi vuol dire che la cosa ha un suo interesse)
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