Guida pratica alla vita sul pianeta Terra, parte 3: la sofferenza
October 5th, 2008 at 01:12pm dark
Per un po’ di tempo ho pensato di chiamare questo messaggio “il masochismo”, ma ho deciso di modificarlo in “la sofferenza” per ridurre le possibilità di fraintendimento sul suo significato.
Un bel po’ di tempo fa (ehm… 7-8 anni fa??), durante le discussioni con un mio carissimo amico, scoprii che lui tendeva ad accumulare sul proprio computer un gran numero di file inutili, arrivando quasi al limite di riempimento dell’hard disk, perché così, nei momenti in cui si dedicava alla ripulitura del disco, poteva quasi arrivare ad illudersi di aver guadagnato molto spazio di archiviazione. Sul momento il concetto mi era sembrato un po’ strano (e certamente non privo di senso), ma col passare del tempo ho legato questo suo ragionamento al mio rapporto con la sofferenza.
A volte mi capita di impelagarmi in discorsi o situazioni che mi danneggiano più o meno direttamente: vedasi il recente burst di messaggi sul Gruppoaiuto (chi sa, sa), od il mio continuare a ficcare il naso nelle di lei “conquiste”, od il mio ricercare ricordi e foto de “I vecchi tempi” (questa è sottile, graditi commenti
). Al che verrebbe da chiedersi cosa mi spinge a persistere diabolicamente nell’errore (in realtà verrebbe da chiedermi, ma io so già la risposta, e questo è tutto un artificio narrativo).
Come nell’esempio ad inizio post, accumulare sofferenza mi consente, scaricandola successivamente, di illudermi di star diventando via via più felice, anche nei momenti in cui questo non è completamente vero. “Illudermi” è forse una parola errata in questo contesto, in quanto sono in genere cosciente dell’azione che sto compiendo e, tipicamente in piena lucidità, scelgo di perseverare.
E questo mi distingue da un masochista: mentre egli trova giovamento direttamente nel dolore stesso, io invece sfrutto l’energia potenziale della sofferenza per trasformarla, quando serve, nell’energia cinetica della felicità. Per questo la risposta alla domanda
spero che non stia facendo troppo male
non poteva che essere:
no, a me no
Ascolti del momento? Non possono che essere La descrizione di un attimo e La signora dai capelli neri ed il cacciatore
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1. dark cave » Guida p&hellip | January 20th, 2009 at 03:26:13
[...] il sacrificio (e la sofferenza da essa derivante, che decantai nel passato, o perlomeno la diminuzione di felicità, oppure il ridimensionamento del benessere atteso) trovano [...]
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