Archive for September, 2008

L’ora dei trombociti

Questa mattina sono andato dal dentista per iniziare la cura ricostruttiva di un dente che avevo pesantemente danneggiato per mia incuria (sigh) e, mentre ero sotto i ferri, riflettevo sul ruolo delle piastrine nel sangue e, più in generale, sulla magnifica organizzazione e perfezione di un organismo complesso come può esserlo quello umano. Lungi da me scendere in dettagli tecnici (sarei bastonato, causa preparazione di solo livello liceale, da persone ben più competenti di me 🙂 ), ma la mia passione per le scienze non poteva che farmi immaginare lo sforzo collettivo delle piastrine nello stringersi assieme nelle reti di fibrina, rinunciando alla loro singola essenza, per riparare la lacerazione del vaso sanguigno.

Forza, piastrine, aiutate a fermare l’emorragia… di sangue! … E non solo …

Add comment September 15th, 2008

Gestire il transitorio verso la fase di regime

Innanzitutto, prima che me ne dimentichi 🙂 : questo post è dedicato, in crescente ordine di importanza, a tutti coloro che leggono che questo blog, a coloro che mi conoscono e si trovano nella mia stessa situazione ed a coloro che mi hanno fatto diventare quello che sono. Beh, le persone che appartengono ad ognuna delle suddette categorie si contano sulle dita di una mano, ma spero che ognuno di loro si sia sentito nominare … 😉

La mia formazione e la mia mentalità non possono che farmi trovare le similitudini tra la mia situazione corrente e la generica risposta nel tempo di un sistema retroazionato. E chiunque sa cosa sia un sistema di tale genere e crede che questo paragone sia eccessivamente forzato o “malato” sta mentendo a se stesso.

Retroazione

Le nostre azioni sono una conseguenza più o meno rapida degli stimoli del mondo esterno, che a loro volta sono influenzati dalle nostre stesse azioni. Una certa cura va quindi utilizzata nel dosare le nostre risposte al mondo, pena ritrovarci in una situazione peggiore di quella che aveva scatenato la nostra risposta.

Per trovare un paragone fisico che sia immediatamente comprensibile, se in automobile ci troviamo di fronte ad una curva a destra, non dobbiamo nè girare il volante verso sinistra (reazione errata), nè girarlo leggermente a destra (reazione insufficiente), nè portarlo a fine corsa verso destra (reazione esagerata). Bisogna invece continuare a girare il volante di quanto basta per poter effettuare la curva (in base al raggio della stessa), mantenerlo in quella posizione per tutto il tempo necessario e poi ritornare nella situazione di equilibrio iniziale alla fine della curva. Una volta che si è imparato a guidare queste operazioni diventano un’abitudine e dosare la coppia di forze da applicare in ogni istante al volante diventa automatico. Ma, prima di quel momento, si rischia di fare qualche piccolo incidente. 😉

Una interessante introduzione all’argomento si trova sulla Wikipedia inglese, nell’articolo che tratta del transitorio (quel periodo di tempo che intercorre tra una variazione negli ingressi in un sistema ed il raggiungimento della situazione di equilibrio, o regime). Come imparare a non esagerare nella risposta, a saperla dosare bene, evitando di oscillare troppe volte attorno al punto di equilibrio (rischiando di andare troppo oltre di esso e di rompere il sistema)? Come sapere qual è il giusto tempo di salita (rise time), od il giusto tempo di stabilizzazione (settling time)? Sono le domande che mi pongo dopo il recente gradino.

Devo andare a chiedere al mio professore di Controlli Automatici

Ascolto del momento: Confessioni di un malandrino, raccolta di successi di Angelo Branduardi, sul quale non mancherò di scrivere qualcosa a breve.

Add comment September 14th, 2008

The Gamers and The Gamers: Dorkness Rising

Today I’ve had the opportunity to give a quick and unofficial look to these movies:

Both of them are produced by the Dead Gentlemen Productions, an independent film company: this detail will explain better what follows.

Both movies deal about the role playing gaming world, seen from the players’ perspective.

  • The first one is set into a dormitory. A group or friends plays a paper and pencil RPG (most likely AD&D), eventually making noise and preventing a nearby girl from studying. The story flips between the players around the table and the characters in their fantasy world, with a lot of funny references to fans’ addictions and game stereotypes. Technically speaking, the movie shots are very amateur-style, but this detail does not diminish the fun.
  • The second movie is not a sequel (neither a prequel, as the producers say that prequels are lame 😉 ), but has a similar background idea. A D&D DM tries to convince some friends of him to play to a new campaign he’s working on. The actions flips back and forth between the players and the characters, with more funny references, quotes and jokes. The visual effects have been improved a lot and the plot is way more detailed than that of the first one. In other words, if you manage to watch the first movie and enjoy it, the second is a must-see.

By the way, the official website of both movies is: http://www.the-gamers.com/ . Check it out if you’re interested.

Add comment September 13th, 2008

Alle Menschen werden Brüder

…Wo dein sanfter Flügel weilt.
Questi versi sono estratti dal testo cantato dal coro durante il Quarto Movimento della Nona Sinfonia composta da Ludwig Van Beethoven, a loro volta riadattamento della poesia “An die Freude” di Friedrich Schiller.
La traduzione dovrebbe essere simile a “Tutti gli uomini diventano fratelli, là dove le tue [della gioia] dolci ali riposano”, anche se, a giudicare dalla traduzione inglese, mi aspetterei delle parole più simili a: “Tutti gli uomini diventano fratelli, sotto il dondolio delle tue [della gioia] ali gentili”.
In ogni caso, le parole esatte contano relativamente poco.

Ogni volta che ho il piacere di ascoltare le note della melodia della Nona, non posso che soffermarmi sul coro che (perlomeno nella mia registrazione), intorno al minuto 13:30 del quarto movimento, prorompe dal silenzio ed a gran voce canta la prima strofa del riadattamento beethoveniano.

Freude, schöner Götterfunken
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlische, dein Heiligtum!
Deine Zauber binden wieder
Was die Mode streng geteilt;
Alle Menschen werden Brüder,
Wo dein sanfter Flügel weilt.

Una traduzione approssimata, basata sempre su quella inglese, sarebbe:

Gioia, bella scintilla degli dèi
Figlia di Elisio!
Noi veniamo, ebbri di fuoco,
O celeste, al tuo tempio.
La tua magia unisce
Ciò che i costumi hanno diviso.
Tutti gli uomini saranno fratelli,
Sotto il dondolio delle tue ali gentili.

Ed a questo punto non posso che chiedermi perché gli uomini si affannino per competere, invece di “diventare tutti fratelli” ed entrare, ebbri di fuoco, nel tempio della felicità . Qualcuno forse aveva ragione.

Add comment September 12th, 2008

The End Of All Things

First Italian post, way to go ! 🙂

Questa estate, qualcosa di terribile è accaduto…
(OK, così sembra l’inizio di un trailer di un film d’azione, ma non credo sia questo il caso)
È avvenuto qualcosa di inaspettato, sublime, spaventoso ed allo stesso tempo magnifico.

Ho reincontrato amici di vecchia data ed ho provato a ristabilire delle relazioni che temevo si fossero perse nella sabbia del tempo. Nei precedenti mesi, infatti, vivendo a stretto contatto con molte persone che fanno delle proprie radici un eccezionale vanto, avevo maturato una notevole quantità di nostalgia per tutte le cose dalle quali direttamente ed indirettamente discendo. Mentre ero assorto nell’organizzazione di giornate al mare e serate in giro, sono caduto, ancora, ai suoi piedi. Debole, patetico, questuante, tremante, ma inaspettatamente determinato, l’ho cercata. Quasi per coincidenza, scoprirò, mi ha risposto; non solo a me, ma non importa, perché mi ha risposto. Oh, joy!
Le cose si sono rimesse in moto, così ho preso a due mani il coraggio residuo (che credevo nel tempo si sarebbe accumulato) e sono andato oltre qualsiasi pietra miliare che avessi mai piantato (cfr. piantare il zippo, nel significato non osceno), per spiegarle il suo ruolo nella mia personalissima cosmologia. Ed, ancora, lei mi ha risposto (già!). In un modo del tutto inaspettato (repetita iuvant). E tutte le cose sono finite, come dovevano finire.

Come nel finale del terzo volume della saga de “Il Signore degli Anelli” (in particolare nella riduzione cinematografica “Il Ritorno del Re” ), il male viene sconfitto e gli eroi tornano alla propria vita. C’è chi seppellisce i propri cari, chi si sposa, chi viene incoronato re: ma c’è anche chi ripercorre la strada verso la propria casa, per tornare a vivere a fianco dei propri concittadini, che mai si erano resi conto che il mondo sarebbe potuto finire, in un attimo, in una nuvola di fuoco e malvagità. Costoro conserveranno per sempre memoria dei sacrifici fatti e dei momenti di estrema felicità che hanno vissuto assieme ai propri amici; allo stesso momento, però, tornano a vivere la propria vita, semplice ed onesta. Con una eccezione: Frodo Baggins.

Frodo riceve dagli elfi un dono incommensurabile: essi gli concedono di salire con loro sulla nave che salpa verso il remoto continente dell’Ovest (Aman), sul quale vivono in eterno generazioni di elfi, che hanno abbandonato negli anni la Terra di Mezzo, oramai appartenente agli uomini. Frodo, a malincuore, lascia i propri amici della Contea, per imbarcarsi nel viaggio dal quale, lui sa, non farà mai ritorno.

Nel riadattamento cinematografico di Peter Jackson, sui titoli di coda scorre una stupenda melodia, chiamata “Into the West” e cantata da Annie Lennox. Questo lamento elfico è dedicato da Galadriel, regina di Lothlórien, a tutti gli elfi che hanno deciso di abbandonare la Terra di Mezzo, loro luogo natio, per vivere in eterno ad Aman.

Nella mia condizione, non posso che provare una certa empatia per il contenuto della canzone. Hence, The End Of All Things, Into the North. Che non è casa mia, ma è dove sono stato stabilmente negli ultimi anni; e non è dove ho lasciato un pezzo di me.

Lay down,
your sweet and weary head.
Night is falling.
You have come to journey’s end.

Sleep now, and dream
of the ones who came before.
They are calling,
from across a distant shore.

Why do you weep?
What are these tears upon your face?
Soon you will see.
All of your fears will pass away.
Safe in my arms,
you’re only sleeping.

What can you see,
on the horizon?
Why do the white gulls call?
Across the sea,
a pale moon rises.
The ships have come,
to carry you home.

And all will turn,
to silver glass.
A light on the water.
All souls pass.

Hope fades,
Into the world of night.
Through shadows falling,
Out of memory and time.

Don’t say,
We have come now to the end.
White shores are calling.
You and I will meet again.
And you’ll be here in my arms,
Just sleeping.

What can you see,
on the horizon?
Why do the white gulls call?
Across the sea,
a pale moon rises.
The ships have come,
to carry you home.

And all will turn,
to silver glass.
A light on the water.
Grey ships pass
Into the West.

1 comment September 11th, 2008

There, and back again

After the Summer holidays, it is time for all things to start rolling again. I’m here, “back” in Turin, since Wednesday, (almost) ready to begin a new year of study and work.
I cannot refrain from thinking… really, am I ready?

Well, for sure I think that I’ll stick to English for the international and technical posts, but that I’ll open an Italian category that will gather some random thoughts, written, of course, in Italian. That’s why English is not my natural language and I do not feel too comfortable with it when I need to find the exact word to express a meaning… like now, for instance.

You might ask why on the hell I need to talk about myself. That’s because… this Summer, something terrible has happened…

Add comment September 10th, 2008

Next Posts


Rate:  

Calendar

September 2008
M T W T F S S
« Jun   Oct »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930  

Badges

Posts by Month

Posts by Category

What's played in the cave