Angelo Branduardi

September 20th, 2008 at 11:33am dark

Come avevo brevemente annunciato, dedico un breve messaggio ad una nuova voce nel mio panorama musicale: Angelo Branduardi.

Conoscevo Branduardi di fama, ma non avevo mai provato una particolare motivazione per cominciare ad ascoltare le sue composizioni. Ad inizio estate, invece, ho iniziato ad ascoltare i primi album di Caparezza, ed in particolare il suo (acerbo?) “Caparezza ?!”: in particolare mi ha interessato il singolo La fitta sassaiola dell’ingiuria. Mentre ne leggevo l’articolo su Wikipedia, restavo colpito dai versi estratti da “Confessioni di un malandrino” di Branduardi:

Mi piace che mi grandini sul viso
la fitta sassaiola dell’ingiuria,
l’agguanto solo per sentirmi vivo
al guscio della mia capigliatura.

(che era un po’ il mio mood ad inizio estate)
Ho fatto un giro di chiamate tra gli amici ed ho recuperato due raccolte: Confessioni di un malandrino, Il meglio di Angelo Branduardi e The Platinum Collection.

Ho iniziato ad ascoltarle con spirito di scoperta e quasi di avventura. Immediatamente sono stato catturato dal suono medievaleggiante, a tratti cortese, a tratti rustico, delle sue composizioni. L’uso che Branduardi fa di strumenti musicali del passato, o comunque dal suono evocativo (liuti e violini in primis), ne fanno un ottimo accompagnamento per i miei pensieri. Qualche momento dopo sono i testi delle canzoni a colpirmi: innanzitutto la ricca e mai banale scelta dei vocaboli (un esempio su tutti è proprio Confessioni di un malandrino), ma anche le tematiche trattate (molte delle quali tratte da ballate, poesie o composizioni del passato più o meno remoto) sono molto accattivanti. Si passa dalla lotta tra vita e morte di “Ballo in Fa diesis minore” ai ricordi di un poeta di origini campagnole di “Confessioni di un malandrino”, dalla solennità de “Il signore di Baux” alla frivolezza de “Alla fiera dell’Est”, dal struggente racconto de “Nel giardino dei salici”, passando per l’antichissima melodia di “Scarborough fair”, per concludere con la forte presa di posizione di “Cogli la prima mela”.

Per chiudere, un assaggio dell’estro del maestro: La signora dai capelli neri ed il cacciatore. Questo singolo canta la storia di un cacciatore che non riesce più a cacciare perchè una “dark lady”, bella, terribile e dai capelli neri, lo ha stregato e gli occupa tutti i pensieri. Lui ne è distratto e non riesce a “prendere la sua preda”, pertanto fantastica di poter fuggire con lei; anche se, si evince dal testo, le uniche cose che riesce ad ottenere alla fine sono solo una delusione sentimentale ed la perdita della preda che egli stava inizialmente cacciando.

La collina non salirò
e la mia preda perderò,
se ne è andata la mia voce
e non posso più dormire…
La Signora dai capelli neri
sempre mi torna alla mente
ed io so che non prenderò
la mia preda.

lo non ero con lei sul monte
quando il vento ci chiamava
io non ero con lei nel bosco,
nell’oscurità nascosto…
La Signora dai capelli neri
sempre mi torna alla mente
ed io so che non prenderò
la mia preda…

Vorrei amarti, mia bella Signora.
vorrei sposarti, se Dio lo vorrà,
con te partire all’Olanda lontana…
Mi hai preso il cuore e la mia preda perderò.

Non ho più la mia fortuna
e non riesco a prendere sonno.
Il mio cuore ora è turbato
e io presto sarò grigio.
La Signora dai capelli neri
sempre mi torna alla mente
ed io lo so che non prenderò
la mia preda…

Nella mente ci sei sempre tu
e contro tutti ti avrò
e poi con tè io viaggerò,
traversando il mare…

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